Fallout 4 Diary | #1 “L’inizio di una lunga storia”

Fallout 4  

E’ una giornata come tante. Dopo il ritorno a casa dalla guerra i giorni passano tutti lenti alla stesso modo.. Ma sento che questo sarà diverso!

L’euforia della tecnologia e dello sviluppo moderno sta scemando, sostituiti dalla rabbia e dalla paura di persone che non hanno più niente. Le risorse primarie stanno finendo e la fine non sembra ormai lontana. L’unica cosa che ci rimane è l’energia atomica, cioè la cosa che ci è costata più tutte le altre.

Ormai sono mesi che sono tornato dal mio servizio militare e sono finalmente a casa dalla mia famiglia. Le giornate possono essere lente e uguali ma finalmente sono con loro, le persone che desideravo e pensavo continuamente mentre ero in guerra. Mia moglie Nora mi sta sempre accanto, forse per paura di perdermi di nuovo o semplicemente perché lei è dolce così com’è. Mentre pensavo a tutto questo sento un grido infante. E’ mio figlio Shaun che vuole un po’ di attenzioni o ha bisogno di mangiare. Sento Codsworth, il nostro robot domestico, dirigersi a gran velocità nella camera del piccolo. Non eravamo sicuri di questo acquisto, ma Codsworth si è rivelato un ottimo babysitter e buon domestico.

E’ quasi ora di andare all’incontro dei veterani. Nora è già pronta, mio figlio è nella culla accudito da Codsworth e sto dando gli ultimi ritocchi al mio aspetto. Siamo quasi pronti quando ad un tratto qualcuno bussa alla porta. E’ il rappresentante della Vault-tech, l’azienda che ha permesso grandi salti tecnologici. Tutti dovrebbero ringraziare la Vault-tech. Il rappresentante ci offre un posto nel Vault della città, come ringraziamento per aver prestato servizio nell’esercito. Io accetto senza tanti preamboli, un sicurezza in più è sempre meglio averla.




Dopo nemmeno 5 minuti dall’incontro con il rappresentate Vault-tech successe qualcosa che avrebbe distrutto le nostre vite e quelle di molti altri: il grande Boom, la caduta delle bombe atomiche. Le strade brulicavano di persone che correvano e gridavano nel caos più totale. Arrivati al cancello i militari hanno il passaggio a noi e ad altre poche persone, cioè a tutti quelli segnati sulla lista. Lo scoppio della bomba ci ha sfiorato per un soffio. La piattaforma che permette l’entrata al Vault si mosse in tempo, poco prima dello scoppio della bomba. Un gran frastuono ci ha sorpreso e l’aria è piena di polvere. Dopo il nulla. Silenzio. L’unico rumore che sentiamo è quello della piattaforma che scende nella profondità della terra.

Tutto succede così velocemente. Appena arrivati ci fanno spogliare e mettere la tuta del Vault, del nostro Vault; il 111! E’ strano. Me lo aspettavo diverso, un po’ più… accogliente! E invece ci sono pareti di un colore freddo, tubi e delle strane capsule di decontaminazione. Ci invitano ad entrare in queste capsule. Anche se non ne siamo molto convinti che dobbiamo fare? Siamo obbligati a farlo. Una volta entrato iniziai a sentire freddo, molto freddo. Capì subito che quelle non erano capsule per la decontaminazione, una qualche macchinario criogenico, e noi eravamo le cavie di questo esperimento. Poco dopo, il buio.

Fonte: https://ibarba.altervista.org/fallout-4-diary-1-benvenuto-nel-commonwealth/?doing_wp_cron=1555236633.4279780387878417968750

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