Uno spietato predatore: L’orca assassina/Descrizione

 

L’orca (Orcinus orca) è un mammifero marino appartenente alla famiglia dei Delfinidi. Il nome orca gli antichi greci lo avevano associato ad uno pesce grosso; gli inglesi l’hanno soprannominata killer whale, ovvero, balena assassina, dato le sue abitudini carnivore. Con i suoi 9 morca-006etri di lunghezza e 10.000 kg di peso (per un maschio, 7-8 tonnellate per una femmina), ha colonizzato tutti i mari e gli oceani del mondo, dalle acque fredde delle regioni artiche e antartiche, fino a quelle tropicali.

L’orca è il mammifero marino capace di nuotare più velocemente e può raggiungere la velocità di 55 km/h. La sua coda muscolosa favorisce una maggiore spinta.

 


Habitat

Le orche, nonostante si trovino in tutti i mari, preferiscono le acque gelide dei poli in quanto sono molto esperte nella caccia tra i banchi di ghiaccio; per questo motivo il 70% degli esemplari si trova nell’Artide.

Nel Mediterraneo gli avvistamenti sono molto rari. Frequentano anche le acque poco profende in quanto specializzate nella caccia a riva.

 




Comportamento

Con le sue maestose dimensioni, l’orca assassina è il mammifero più veloce e letale del mondo marino, ma l’aggettivo ‘assassina’ attribuitogli ha gettato una grande ombra su di essa. Le orche sono animali estremamente socievoli. Si muovono in branchi familiari, chiamati pod, composti da uno svariato numero di componenti (posso raggiungere anche i 40 esemplari), che cooperano nella ricerca del cibo. I pod hanno la caratteristica di distinguersi l’un l’altro attraverso un sistema di comunicazione e riconoscimento che consiste nel produrre uno specifico suono prodotto da un organo posizionato sulla fronte, che prende il nome di sonar.

 


Riproduzione

Una femmina di orca può riprodursi con maschi anche di diversi pod. Allora i maschi, non potendo riconoscere i figli, si occupano di tutti quelli presenti nel loro gruppo. La gravidanza delle orche dura 17 mesi. Per la femmina l’intervallo tra un parto e l’altro va dai 3 ai 10 anni, a causa delle prolungate cure parentali. La maturità sessuale nella femmina avviene a 10 anni; il maschio invece matura a 16 anni.

 


Caccia alla preda

Il tipo di preda dipende dalle abitudini e dall’habitat, in particolare si distinguono due grandi gruppi di predatori:cwrsalmon1 i residenti, sono stanziali e si nutrono di pesci e quindi frequentano acque profonde; i transienti, invece, cacciano mammiferi marini come foche, leoni marini e addirittura cuccioli di balene e quindi hanno una tecnica di caccia differente, i transienti sfruttano al massimo la complicità.

  • La tecnica usata per cacciare i leoni marini e le foche consiste nel distrarre un gruppo di quest’ultimi attirandoli con la pinna dorsale, mentre un’altra orca attacca la preda alle spalle (nella maggior parte dei casi le prede sono i cuccioli che restano in disparte); questo tipo di caccia avviene principalmente nei canali.
  • La caccia sulla riva viene effettuata in pochi posti nel mondo, e consiste nel travolgere la preda con un onda per poi attaccarla sulla riva; in questo caso l’orca deve essere anche in grado di ritornare velocemente in acque più profonde per non rischiare di rimanere schiacciata dal suo peso.
  • Quando le foche si appostano sui banchi di ghiaccio, un gruppo di orche dello stesso pod si unisce in un nuoto sincronizzato e sfruttando la loro velocità creano una grossa onda, a tal punto da travolgere la banchisa e far cadere la foca in acqua, che a questo punto non avrà nessuna via di scampo.
  • Un’altra caratteristica è quella della caccia alla balena, in cui un gruppo di orche assassine ha il compito di accerchiare un cucciolo di balena per isolarlo dalla sua famiglia per poi banchettare.

 

 


L’orca non è considerata una minaccia per l’uomo, in alcuni casi si è dimostrato16959 un mammifero molto incuriosito ed è stato in grado di socializzare con l’uomo, come è successo a Roberto Bubas (guardaparco)che ha relazionato con un gruppo di orche. Gli attacchi registrati sono avvenuti in cattività e in situazioni particolari di stress.

L’istinto di sopravvivenza e lo stretto legame famigliare rende questo spietato predatore più simile a noi di quanto pensiamo.

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